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Methodology

L’insieme della sua proposta didattica va sotto il nome di metodo naturale. Nei secoli si sono avvicendati diverse sperimentazioni legate al problema del metodo attraverso cui “alfabetizzare” e/o “fare scuola”. Ma il metodo non dovrebbe essere interpretato come sistema chiuso, ed è stata proprio questa concezione di metodo che ha portato i costruttivisti ad elaborare un metodo naturale per l’apprendimento: un buon metodo non deve essere né esclusivamente globale, né analitico; deve essere vivo, con un ricorso equilibrato e armonioso a tutte le possibilità che il bambino porta con sé, ostinato nel superarsi, nell’arricchirsi, nel crescere.

Di deriva costruttivista o globale il “metodo naturale” definisce l’insegnamento come: l’arte di fare emergere le domande e di accompagnare gli alunni nella ricerca delle risposte. Lo sviluppo affettivo, cognitivo, linguistico, relazionale e psicomotorio del singolo bambino è seguito dalle insegnanti con modalità il più possibile individualizzate. Le attività mirano alla formazione dell’identità, insistendo sullo sviluppo e il consolidamento dell’autonomia, della socialità e delle competenze, attraverso modalità ludiche. Il gioco riveste quindi una fondamentale importanza in tutte le attività ed in tutti i tempi della giornata scolastica. Il gioco va inteso come momento in cui il bambino esplora l’ambiente, trae da esso informazioni e le organizza secondo criteri personali ed adatti al suo sviluppo cognitivo ed emotivo. Il gioco dunque è uno strumento di conoscenza, così come l’attività grafica, l’ascolto di storie, la conversazione, il canto, le attività motorie, l’esplorazione dell’orto e della natura, costituiscono forme di gioco.

La realizzazione di laboratori è un modo per facilitare il processo di apprendimento, dando ampio spazio al fare diretto, attraverso strategie ed esperienze che i bambini possono attuare liberamente. Il laboratorio si fonda principalmente sulla stimolazione della creatività del bambino, sviluppando il pensiero ed accrescendo sistemi simbolici e culturali. L’apprendimento avviene attraverso l’azione, l’esplorazione, il contatto con gli oggetti, la natura, l’arte, il territorio, in una dimensione ludica, da intendersi come forma tipica di relazione e di conoscenza. Nel gioco, particolarmente in quello simbolico, i bambini si esprimono, raccontano, rielaborano in modo creativo le esperienze personali e sociali. Nella relazione educativa, gli insegnanti svolgono una funzione di mediazione e di facilitazione e, nel fare propria la ricerca dei bambini, li aiutano a pensare e a riflettere meglio, sollecitandoli a osservare, descrivere, narrare, fare ipotesi, dare e chiedere spiegazioni in contesti cooperativi e di confronto diffuso.

La metodologia prevede la massima fiducia nell’interesse spontaneo dei bambini, nel loro impulso naturale a conoscere e ad operare autonomamente, ma entro limiti disciplinari definiti. Utilizza materiali specifici che rispondono alle esigenze di concretezza tipiche dell’infanzia. Il suo metodo si basa essenzialmente sui seguenti punti:

Cosa fanno i bambini, cosa fa l’insegnante: Avere le classi aperte vuol dire mantenere i bambini delle varie età in contatto tra loro. Ci si mescola durante il pranzo, in giardino, in biblioteca. Vi è anche l’abitudine di invitare i bambini a mostrare i lavori speciali alle altre classi in una sorta di conferenza. Le porte aperte consentono di sbirciare, curiosare ed “assorbire” idee. Nella relazione educativa l’insegnante dedica molta cura alla preparazione degli ambienti, che è importante siano molto ordinati. Per non disturbare i bambini che lavorano gli insegnanti fanno molta attenzione ai movimenti, ai rumori e alle interruzioni superflue: tutto il personale della scuola parlerà a bassa voce. Nelle attività di classe si parte solitamente da esperienze concrete e periodicamente l’insegnante fa lezioni collettive solenni e accuratamente preparate che hanno il fine di accendere l’interesse degli alunni.

Metodo Sperimentale, fondato sull’esperienza e sull’osservazione e basato su PROBLEMA, IPOTESI, VERIFICA. Con questo metodo il bambino è posto al centro della costruzione del sapere partendo dalle proprie esperienze, dette precompetenze e dalla ricerca continua delle proprie ipotesi e verifiche. (Frainet Montessori, etc…)